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Sex & Drugs & Rock'N'RollFebruary 26 Trovata mentre giravo a radomHo imparato... che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana. Ho imparato... che quando sei innamorato, si vede. Ho imparato... che appena una persona mi dice, "Mi hai reso felice!", mi rende felice. Ho imparato... che avere un bambino addormentato fra le braccia è una delle cose del mondo che più rendono sereni. Ho imparato... che essere gentili è più importante dell'aver ragione. Ho imparato... che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino. Ho imparato... che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in qualche altro modo. Ho imparato... che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio..... ognuno ha bisogno di un amico con cui divertirsi. Ho imparato... che talvolta tutto ciò di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire. Ho imparato... che la vita è come un rotolo di carta igienica..... più ti avvicini alla fine, più velocemente va via. Ho imparato... che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli chiediamo. Ho imparato... che i soldi non possono acquistare la classe. Ho imparato... che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare. Ho imparato... che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e amato. Ho imparato... che il Signore non ha fatto tutto ciò in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei? Ho imparato... che quando progetti di prenderti la rivincita su qualcuno, stai solo facendo in modo che quella persona continui a ferirti. Ho imparato... che l'amore, non il tempo, guarisce tutte le ferite. Ho imparato... che per me il modo più semplice di crescere come persona è circondarmi di gente più abile di me. Ho imparato... che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso. Ho imparato... che non c'é niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance. Ho imparato... che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori. Ho imparato... che la vita é dura, ma io sono più duro. Ho imparato... che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu. Ho imparato... che se dai rifugio all'amarezza, la felicità attraccherà da qualche altra parte. Ho imparato... che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse. Ho imparato... che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare. Ho imparato... che un sorriso è un modo non costoso di valorizzare i tuoi sguardi. Ho imparato... che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa farci. Ho imparato... che quando tuo nipote neonato tiene il tuo mignolo nel suo piccolo pugno, sei agganciato per tutta la vita. Ho imparato... che chiunque vuole vivere sulla vetta della montagna, tutta la felicità e la crescita si trovano mentre la si scala. Ho imparato... che è meglio dare consigli in due sole circostanze : quando sono richiesti e quando c'è pericolo di morte. February 21 PanteraFebruary 18 ...Tramonto è la persona più triste che esista. Tutti lo guardano, ma nessuno ha il coraggio e la voglia di soffrire per lui quando se ne va’. February 12 ...attenzione...!!!Vi dirò…oggi mi è venuta voglia di scrivere.
Partirò raccontandovi un sogno che ho fatto di recente: camminavo in riva al mare, sul bagnasciuga, ma non lasciavo alcuna traccia. Davanti a me, distanti una ventina di metri, vedo due figure, probabilmente una coppia, che lasciano impronte nella sabbia. Li rincorro, vado davanti a loro, ma questi mi passano di fianco come se non mi avessero visto. Li supero nuovamente, ma questi continuano a passarmi di fianco. Esclamo: “Oh, ma cosa sono, un fantasma?!”. I due, ragazzo e ragazza, si bloccano e girano ognuno la faccia verso la faccia dell’altro. Pur non avendo un viso, riesco a sentire le loro risate…e mi passano ancora di fianco. Probabilmente è un sogno metafisico alla De Chirico.
“…ognuno di noi ha ferite che nessuno dovrebbe mai riaprire…”
E ora, il momento della supposta di saggezza di Smertin:
- Fidarsi di qualcuno significa mostrargli i propri punti deboli; avere la fiducia di qualcuno significa avere il potere di dimostrare a se stessi, e agli altri, il proprio valore.
Quanti, me compreso, possono dire di non aver mai tradito la fiducia di qualcuno, anche a sua insaputa?
January 29 Delirium Veil - TwilightningJanuary 25 Oh yes!Dio che bello! E’ strepitosamente fantastico trovarsi davanti a un foglio bianco e sapere cosa scrivere. Non mi capitava da un sacco di tempo, giuro, ho sempre aperto Word dicendo: “bah, cominciamo, prima o poi qualcosa mi verrà in mente…” o, altre volte, ho lasciato che le cose si scrivessero da sole, rendendomi conto solo alla fine che quello che volevo dire era tutt’altra cosa. Questa volta, che ebbrezza fantastica, so cosa scrivere, ed è BELLISSIMO. Avere un’idea da scrivere, sviluppare, far leggere ad altri, sottoponendola ovviamente a un parere che sia diverso dal tuo gusto personale è quanto di più appagante io possa desiderare. Bene, a breve scriverò quel che ho da dire, ma prima una piccola premessa: quando mi è venuta in mente l’idea, mi son preso bene. Questo è quello che volevo dire:
Ho conosciuto un tipo che suona la chitarra in modo spettacolare e che si è detto volenteroso ad insegnarmi gratuitamente. Non vuole soldi perché dice di esser morto da qualche anno, ma sostiene che questo è il problema minore. Voglio fidarmi, sembra una persona perbene.
Ho parlato con un mio coetaneo che mi ha biasimato perché per me stesso non faccio mai niente, tanto sono occupato a cercare l’approvazione degli altri. E anche quando faccio qualcosa per me stesso, non è mai del tutto per me stesso, ma è per piacere agli altri. Gli ho tirato una sberla.
Mi hanno presentato una ragazza che solo molto tempo dopo mi ha detto: “Cavolo sei bello, davvero, mi piaci un sacco! Ti va se qualche volta usciamo insieme io e te? Vorrei davvero conoscerti, ti trovo interessante e intrigante…non so, mi sembra che tu abbia qualcosa di misterioso.” Era carnevale, ed ero vestito da Super Mario, maschera compresa.
Ho pianto spesso perché ho dovuto lasciare ad altri una cosa a cui tenevo forse più della mia vita. Ci ho girato per la città, dormito insieme, litigato e a volte sono perfino arrivato al punto di rovesciarle addosso dei bicchieri colmi di birra. Se solo potessi tornare indietro, la mia maglietta di Paperino non la darei più via per niente al mondo.
Possono essere tutti dei cazzutissimi stralci di nonsense, o di scarsissima comicità, di quella di basso borgo, ma in ognuno di loro c’è qualcosa di vero a cui penso spesso. Spero vi piacciano, anzi, in realtà no, non me ne frega niente. Questa volta devo dare ragione al tizio della seconda vaccata. A me piacciono, e se qualcuno ha qualcosa da obiettare è cortesemente, vivacemente e alacremente pregato di andarsene a fare in culo. Non mi scuso nemmeno della volgarità, sono fatto così. January 13 Canto XXIII Orlando Furioso100 Lo strano corso che tenne il cavallo del Saracin pel bosco senza via, fece ch'Orlando andò duo giorni in fallo, né lo trovò, né poté averne spia. Giunse ad un rivo che parea cristallo, ne le cui sponde un bel pratel fioria, di nativo color vago e dipinto, e di molti e belli arbori distinto. 101 Il merigge facea grato l'orezzo al duro armento ed al pastore ignudo; sì che né Orlando sentia alcun ribrezzo, che la corazza avea, l'elmo e lo scudo. Quivi egli entrò per riposarvi in mezzo; e v'ebbe travaglioso albergo e crudo, e più che dir si possa empio soggiorno, quell'infelice e sfortunato giorno. 102 Volgendosi ivi intorno, vide scritti molti arbuscelli in su l'ombrosa riva. Tosto che fermi v'ebbe gli occhi e fitti, fu certo esser di man de la sua diva. Questo era un di quei lochi già descritti, ove sovente con Medor veniva da casa del pastore indi vicina la bella donna del Catai regina. 103 Angelica e Medor con cento nodi legati insieme, e in cento lochi vede. Quante lettere son, tanti son chiodi coi quali Amore il cor gli punge e fiede. Va col pensier cercando in mille modi non creder quel ch'al suo dispetto crede: ch'altra Angelica sia, creder si sforza, ch'abbia scritto il suo nome in quella scorza. 104 Poi dice: - Conosco io pur queste note: di tal'io n'ho tante vedute e lette. Finger questo Medoro ella si puote: forse ch'a me questo cognome mette. - Con tali opinion dal ver remote usando fraude a sé medesmo, stette ne la speranza il malcontento Orlando, che si seppe a se stesso ir procacciando. 105 Ma sempre più raccende e più rinuova, quanto spenger più cerca, il rio sospetto: come l'incauto augel che si ritrova in ragna o in visco aver dato di petto, quanto più batte l'ale e più si prova di disbrigar, più vi si lega stretto. Orlando viene ove s'incurva il monte a guisa d'arco in su la chiara fonte. 106 Aveano in su l'entrata il luogo adorno coi piedi storti edere e viti erranti. Quivi soleano al più cocente giorno stare abbracciati i duo felici amanti. V'aveano i nomi lor dentro e d'intorno, più che in altro dei luoghi circostanti, scritti, qual con carbone e qual con gesso, e qual con punte di coltelli impresso. 107 Il mesto conte a piè quivi discese; e vide in su l'entrata de la grotta parole assai, che di sua man distese Medoro avea, che parean scritte allotta. Del gran piacer che ne la grotta prese, questa sentenza in versi avea ridotta. Che fosse culta in suo linguaggio io penso; ed era ne la nostra tale il senso: 108 - Liete piante, verdi erbe, limpide acque, spelunca opaca e di fredde ombre grata, dove la bella Angelica che nacque di Galafron, da molti invano amata, spesso ne le mie braccia nuda giacque; de la commodità che qui m'è data, io povero Medor ricompensarvi d'altro non posso, che d'ognor lodarvi: 109 e di pregare ogni signore amante, e cavallieri e damigelle, e ognuna persona, o paesana o viandante, che qui sua volontà meni o Fortuna; ch'all'erbe, all'ombre, all'antro, al rio, alle piante dica: benigno abbiate e sole e luna, e de le ninfe il coro, che proveggia che non conduca a voi pastor mai greggia. - 110 Era scritto in arabico, che 'l conte intendea così ben come latino: fra molte lingue e molte ch'avea pronte, prontissima avea quella il paladino; e gli schivò più volte e danni ed onte, che si trovò tra il popul saracino: ma non si vanti, se già n'ebbe frutto; ch'un danno or n'ha, che può scontargli il tutto. 111 Tre volte e quattro e sei lesse lo scritto quello infelice, e pur cercando invano che non vi fosse quel che v'era scritto; e sempre lo vedea più chiaro e piano: ed ogni volta in mezzo il petto afflitto stringersi il cor sentia con fredda mano. Rimase al fin con gli occhi e con la mente fissi nel sasso, al sasso indifferente. 112 Fu allora per uscir del sentimento sì tutto in preda del dolor si lassa. Credete a chi n'ha fatto esperimento, che questo è 'l duol che tutti gli altri passa. Caduto gli era sopra il petto il mento, la fronte priva di baldanza e bassa; né poté aver (che 'l duol l'occupò tanto) alle querele voce, o umore al pianto. 113 L'impetuosa doglia entro rimase, che volea tutta uscir con troppa fretta. Così veggiàn restar l'acqua nel vase, che largo il ventre e la bocca abbia stretta; che nel voltar che si fa in su la base, l'umor che vorria uscir, tanto s'affretta, e ne l'angusta via tanto s'intrica, ch'a goccia a goccia fuore esce a fatica. January 07 What are you looking for?E' da un po' che cerco qualcosa da postare su 'sto fetido blog, ma non trovo niente di esaltante nè sufficientemente esplicativo. Vi aggiornerò un po' sulla mia vita, anche se la cosa non vi interessa: il 28 del corrente mese devo dare un esame...anzi, dovrei darne due, ma del primo manca il libro da studiare. Dopodichè, il 13 febbraio se non erro, dovrei darne altri due, ma mancano tutti i libri - che poi sono dei saggi addizionati a un discreto agglomerato di immagini artistiche. Finalmente torno a fare allenamento dopo un bel po' di tempo e, sinceramente, non voglio sapere in che condizioni verserò alla fine. Meglio così. Per quanto incriccato, il mio mignolino mi permette di suonare la chitarra, altra paradisiaca valvola di sfogo. Ho bisogno di plettri e di un fermacorde nuovo per il ponte, dato che l'altro l'ho rotto avvitando un cazzillo. Che altro dire? La mia vena creativa si sta esaurendo lentamente e inesorabilmente, non leggo pù tanto come prima e scrivo ancor meno. Vorrei scrivere, so di dover scrivere molto altro, ma è ora di pranzo e devo andare a mangiare. E poi, quello che devo scrivere lo hanno già messo in musica tanti altri.
*The triangle tingles and the trumpet plays slow* December 27 bohSalve, permettetemi di presentarmi. Il mio nome è Mister B. Cumming, sono inglese. Le persone credono che sia pazzo solo perché porto con me una valigia. No, non sono un vagabondo, abito in fondo alla strada. Il portone sulla destra è casa mia. No, non ho bisogno di spostarmi in treno per lavorare, sono un impiegato postale qui in città. Non guardatemi così. La mia valigia mi è indispensabile, ma non c’è dentro cibo, né acqua, né soldi. Si, forse sono un uomo un po’ fuori dalle righe, pittoresco se volete, ma questa è la mia normalità. Vesto così perché mi va e perché qualcuno mi ha detto che ho un aspetto più signorile. La valigia? Me la porto dietro perché è giusto che sia così. Chiunque dovrebbe portarne una con sé, tuttavia vedo che pochi lo fanno. Non trovate che questi cieli invernali siano deliziosi? Hanno qualcosa di magico, che mi attrae spaventosamente. Ci sono giorni che me ne sto a naso in su a guardare le nuvole e penso. Penso che se fossi una nuvola lotterei contro il vento per stare nel posto che amo. Sapete, è uno che viaggia, lui. Non c’è un posto dove si trovi a suo agio, così gira sempre, tutto l’anno. Però io so che in fondo è nostalgico. Quando è in un posto non può fare a meno di ricordarne un altro ancora, così prende e va. Oh, la mia valigia…già. Volete sapere cosa c’è dentro, forse? Mah, a voi magari non interesserà granché, ne sono certo. Tu guarda che disordine. Dovete scusarmi, ma alcune cose le ho messe dentro di fretta. Ecco, che vi aspettavate? Sono solo cianfrusaglie e fotografie. Però mi sono indispensabili. Da quanto tempo… Questo paio di occhiali li avevo presi in Austria… Questa è la prima maglietta di Bob Marley che mia madre mi comprò a dei banchetti… Si, lo so, fa un po’ schifo, ma questa ciocca di capelli poco tempo fa era attaccata agli altri. Questo plettro me lo regalò un mio caro amico quando cominciai a suonare la chitarra. Questo foglietto. “Sei Giugno Duemilacinque, ore 00.32.” E quest’altro. “Ventisette Agosto Duemilasei, ore 00.38.” E quest’altro ancora. “Due Gennaio Duemilasei.” Uh, questa bottiglia di Whisky mezza vuota, ne ha viste delle belle… “Nitram, o la storia del gigante solitario”…è stato il mio primo scritto ufficiale, lo feci per una ragazza. Oddio, questo foglietto con il mio nome e “W LE PM” mi riporta ai cinque anni di Liceo. Si, su quella tazzina da caffé c’è scritto: “Se vai avanti così, rischi di perdere tutto.” Questo è il mio giubbotto di pelle, e quelle le mie borchie. Guardate, in questa foto giocavo a basket. Avevo il Sette. La cartina di Firenze… Un piercing… Non fate caso a quello, è solo un vasetto di Esperienza. E’ piccolo, lo so, ma grande quanto basta per profumarmi l’interno della valigia. Non sentite anche voi che buon profumo di vita? Ma ora basta. Credo abbiate visto abbastanza. December 14 Cyrano de BergeracIo tocco i miei nemici col naso e con la spada ma in questa vita oggi non trovo più la strada, non voglio rassegnarmi ad essere cattivo tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo ; dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole ; ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perché ormai lo sento, non ho sofferto invano, se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano. December 02 Il vecchio e il gattoIl sole declinava dolcemente dietro la linea dell’orizzonte accarezzando morbidamente tutto con languidi abbracci rosati. Vanitosamente, i suoi raggi si rincorrevano sulla superficie di un piccolo ruscelletto di montagna avvolto da una macchia di alberi color smeraldo. Come da un sogno, una figura maschile comparve dal folto della vegetazione turbando gli ultimi attimi di quiete del giorno che stava per coricarsi tra le braccia della notte. L’uomo, ormai avanzato negli anni, si sedette su un tronco e, pensoso, decise di affidare lo sguardo ad un paio di trote che giocavano a rincorrersi fra i sassi. Da lontano, un gatto che poteva sembrare selvatico lo osservava con curiosità dai suoi occhi gialli. “Ciao” – cominciò il vecchio, osservando le reazioni della bestiola. “Dai, vieni qui, non avere paura…non ti faccio niente…” – proseguì, allungando la mano verso di lei. Questa, con uno scatto fulmineo, si dileguò nei cespugli senza lasciar traccia di sé. Qualche minuto dopo un vociare sconnesso giunse a turbare la quiete meditabonda dell’uomo. Un qualcosa di colore indistinto gli passò davanti, fulmineo, rincorso a distanza da un uomo molto alto con un bastone in mano. “Il giorno che ti piglio, ti scuoio viva, bestia maledetta!”. Lanciò il bastone nel fiume con rabbia e volse i passi da dove era venuto, brontolando qualcosa di confuso. Il vecchio misurò quella figura irosa e poi girò la testa in direzione del bosco, dove, nascosti, brillavano spauriti due occhi gialli. Si alzò e si avvicinò a quei punti luminosi; giunto ad una distanza di due braccia si sedette, e comincio a parlare. “Vieni fuori, se n’è andato…”. I due bagliori continuavano a fissarlo, vibrando terrorizzati. Il vecchio sorrideva e teneva la mano appoggiata al manto erboso, come per ammorbidire il posto dove voleva che l’animaletto lo raggiungesse. “Dai – proseguì – non avere paura di me…io non voglio affatto farti del male…coraggio, esci fuori…”. Dopo qualche esitazione il gatto uscì allo scoperto, barcollando vistosamente; aveva in bocca una piccola preda che pareva non voler mollare a nessun costo. Arrivato a metà strada ebbe come un mancamento, le zampe gli cedettero, gli occhi si fecero vitrei e dal muso fece scivolare la preda ormai esanime. Un piccolo rivolo di colore rubino scivolò all’altezza del cuore colorando l’erba. Il vecchio prese l’animaletto tra le braccia e tentò di rianimarlo, accarezzandogli allo stesso tempo il pelo e la testa. “Cosa hai fatto per ridurti così – cominciò – e perché ti rincorreva quel tale? Spero non ti abbia dato una bastonata…non si trattano così le bestiole come te. E’ una cosa inumana. Ti porterò a casa mia e spero di farti guarire, ma nel frattempo non mi morire…per favore. C’è un pochino da camminare per arrivare là, ma non preoccuparti, ti farò guarire…non posso lasciarti morire così. Non c’è molto in casa da me, ho solo un caminetto per scaldarti e qualcosa da farti mangiare…non è molto, ma te lo cedo volentieri.” Il vecchio camminava già da qualche minuto nel bosco, parlando dolcemente alla creatura, quando finalmente giunse nei pressi della sua piccola capanna. “Ti guarirò…e non importa quanto tempo ci impiegherò, ma voglio farti guarire. Ecco, siamo arrivati a casa. Spero di farti stare bene, finchè sarai qui.” November 07 CircostanzeCiao lettore (perchè so che solo tu ti curi di leggere i miei deliri), come stai? Tutto bene? Si? Mi fa piacere. Ti chiederei volentierissimo cos'hai oggi da raccontarmi, e ancor più volentieri starei ad ascoltarti visto che io di fatti interessanti di cui renderti partecipe non ne ho...potrei raccontarti della mia vacanzina a Firenze, è vero, ma ti anticipo già dicendoti che non ho visto nulla che non mi avesse già lasciato trasognato le altre volte. La mia vita, se proprio ti sta a cuore saperlo, procede inesorabile come fa da vent'anni a questa parte, sempre nel solito posto, dietro lo stesso computer, a guardare i giorni che furono balenare nelle spirali di fumo. E' monotono, ne sono perfettamente conscio, ma cosa vuoi farci? Prima o poi anche tu te ne andrai da questa città alla ricerca di qualcosa che forse non esiste da nessuna parte...però lo troverai, perchè oltre questa città esiste un mondo sicuramente più bello e colorato di questi quattro palazzi grigi...è contraddittorio dici? No, non lo è. Semplicemente troverai qualcosa di diverso dalla routine, e ti andrà bene. Poi anche in quel posto ti costruirai un'altra routine snervante, troverai qualcosa nella gente, un difetto che ti manderà in bestia, e vorrai andartene anche da lì. E' tutto uguale dappertutto...il segreto sta nel non fermarsi mai. Adesso ti lascio con una canzone dei Police, spero ti piaccia.
"Englishman In New York" I don't drink coffee I take tea my dear I like my toast done on one side And you can hear it in my accent when I talk I'm an Englishman in New York See me walking down Fifth Avenue A walking cane here at my side I take it everywhere I walk I'm an Englishman in New York I'm an alien I'm a legal alien I'm an Englishman in New York I'm an alien I'm a legal alien I'm an Englishman in New York If, "Manners maketh man" as someone said Then he's the hero of the day It takes a man to suffer ignorance and smile Be yourself no matter what they say I'm an alien I'm a legal alien I'm an Englishman in New York I'm an alien I'm a legal alien I'm an Englishman in New York Modesty, propriety can lead to notoriety You could end up as the only one Gentleness, sobriety are rare in this society At night a candle's brighter than the sun Takes more than combat gear to make a man Takes more than a license for a gun Confront your enemies, avoid them when you can A gentleman will walk but never run If, "Manners maketh man" as someone said Then he's the hero of the day It takes a man to suffer ignorance and smile Be yourself no matter what they say I'm an alien I'm a legal alien I'm an Englishman in New York I'm an alien I'm a legal alien I'm an Englishman in New York October 08 Ora è filosofia..Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e lo riempì con sassi di circa tre centimetri di diametro; poi chiese ai suoi studenti se il contenitore fosse pieno ed essi gli risposero di sì. "Ora" disse il professore, "voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita. Una studentessa allora alzò la mano e chiese al professore cosa rappresentasse la birra. Il professore sorrise. "Sono contento che me l'abbia chiesto. Volevo solo dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perchè c'è sempre spazio per un paio di birre con gli amici." October 03 Ora è poesiaPoco tempo fa sono entrato in libreria col caro amico di mille peripezie intellettuali, al secolo Mr Caesar. Doveva comprare il libro di settembre, io semplicemente non entravo in una mia seconda casa da molto tempo, quindi ho colto l'occasione. Mentre lui cercava una copertina, un titolo che potesse dirgli: "Il libro di settembre sono io", scorrevo quasi annoiato i titoli dei classici. Letto, letto, letto, oddio questo no, già letto, finchè non mi fermo ad Hermann Hesse. Di Hesse credevo di non aver letto mai nulla - poi mi son ricordato che Siddartha l'ho divorato - e tra i titoli che c'erano, uno mi ha come strizzato l'occhiolino. "Sull'amore". Lo estraggo dallo scaffale, leggo cosa può esserci all'interno e lo apro a caso. L'ho aperto ad una pagina che conteneva la poesia che a breve vi scriverò, poesia che voglio condividere con tutti voi perchè a me ha suscitato un'emozione indescrivibile, pari forse solamente all'emozione che provai quando in classe leggemmo "L'infinito" di Leopardi. Eccola.
COME PESANO...
Come pesano queste giornate!
Non c'è fuoco che possa scaldare,
non c'è sole che rida per me,
solo il vuoto c'è,
solo le cose gelide e spietate,
e perfino le care, le chiare
stelle mi guardano sconsolate
da quando ho scoperto nel cuore
che anche l'amore muore.
Avevo 7 euro in tasca, nessuna intenzione di comprare un libro, e solo per questa poesia mi son trovato a tasche vuote, ma con un libro in più. Lo Zibaldone di Leopardi è stato momentaneamente accantonato, sia per completare la lettura del - udite udite - Vangelo secondo San Luca (mi è stato "consigliato" tempo fa da un futuro sacerdote, ma questa è un'altra storia), sia per fare posto a Hesse, sia perchè i miei libri godono quasi di vita propria e sanno che senza di loro potrei fare ben poco. Come direbbe The Pagemaster: "Quando vuoi una risposta, chiedi consiglio ai libri." Buon proseguimento a tutti, forse qualche giorno vi aggiornerò sulle mie...ehm...avventure... ;) ...o forse no. Dopotutto sono c**** miei =D September 27 Ricordi cestisticiSto per passarti la palla, ragazzo,
e per nominarti titolare della Squadra nel gioco della Vita.
Come tuo allenatore, ti devo dire subito cosa dovrai fare.
Dovrai giocare un solo campionato,
in un solo girone, una sola partita
che dura tutta la vita.
E' una gara qualche volta lunga ed esaltante, altre volte inesorabilmente
corta, in cui nessuno potrà chiedere un time-out per te, e neppure potrai
essere sostituito.
Tu devi giocarla tutta, su qualsiasi campo,
contro chiunque si presenti,
e sino all'ultimo istante.
Puoi scegliere la strategia che vuoi,
o chiamare diversi schemi.
I tuoi compagni di Squadra non li conosci ancora,
ma sono forti e ti faranno sbagliare poco.
Al tuo fianco infatti si schiereranno:
Fiducia, Coraggio, Lealtà e Dedizione.
Lassù c'è primo e secondo Arbitro.
E' lui che fischia infrazioni e falli, dà ed applica le regole,
e non si può protestare, nè fare ricorso.
Lui tiene il punteggio finale, ed anche il tempo di gioco.
Le Sue regole te le giocherai uno contro uno con la tua coscienza.
Voglio ancora raccomandarti un'ultima cosa,
rispetta la regola che dice:
"Come tu vorresti essere trattato dalla gente che assiste all'incontro,
altrettanto comportati con tutti."
Ma ora gioca, ecco la palla.
Essa è la tua anima immortale.
Non gettarla, non perderla mai.
E' ora, ragazzo, entra in campo,
e dimostra a tutti se ci sai stare, e cosa saprai fare.
- Autore Anonimo -
Michele, il nostro allenatore, quel giorno entrò in spogliatoio senza dire una parola. Era il pre-partita, ovvero quel breve lasso di tempo in cui, solitamente, c'è la preparazione tecnica dell'incontro, qualche parola d'incoraggiamento, e poi tutti in campo. Quel giorno no. Prese una sedia, si mise in mezzo allo spogliatoio e cominciò a leggere. Sapevamo che era una partita difficile e che ci saremmo dovuti impegnare molto, difatti l'aria nello stanzino del palazzetto dello sport era molto, molto pesante. Appena finì di leggere nessuno dei miei compagni di squadra incrociò lo sguardo con altri. Michele aveva aperto la porta dello spogliatoio e lo vedeva dalle nostre facce che qualcosa era cambiato...sorrideva. Entrammo in campo, Teo Ferrari, il 13, Alex, l'8, Albertino, il 5, Civo, il 6, ed io, col 7. Avevo 15 o 16 anni, vincemmo, e quella partita non la dimenticherò mai. Grazie Coach. September 25 Dialogo a random - ma non tanto random -M: Dio mio, quante cose meravigliosamente belle sto scoprendo e riscoprendo da un paio di settimane a questa parte...la prima tra tutte è l'Aperitivo. D: Come scusa? M: Si, hai capito benissimo, l'Aperitivo. D: Ma se fino al mese scorso non ci andavi mai?! M: Lo so, ma cosa vuoi che ti dica...a volte le cose più belle le scopri proprio quando meno te l'aspetti... D: Beh, prima cos'era, scusa, una schifezza? M: No, no, solo che prima ero diverso e l'Aperitivo era qualcosa di diverso...è come se non avesse avuto un senso fino a qualche settimana fa... D: E come mai hai trovato un senso all'Aperitivo? M: Puro e semplicissimo Egocentrismo. D: Ovvero? M: Ovvero ero talmente innamorato di me stesso e della mia sedentarietà che stavo benissimo così D: E ti sembra una gran cosa? Ti pare motivo di vanto? M: No, direi di no, soprattutto quando avvengono certe cose che ti fanno legare agli amici in modo quasi indissolubile. Cioè, teoricamente dovresti esserlo sempre e comunque, indipendentemente da tutto, e probabilmente non smetterò mai di ringraziarli per aver quasi fatto finta di niente "riprendendomi" nonostante i miei difetti...ecco, gli Amici sono un'altra di queste cose meravigliosamente belle che non sto propriamente riscoprendo, ma forse rivalutando... D: Ti seguo fino a un certo punto... M: Te lo spiego. Stasera sono tornato da allenamento fondamentalmente distrutto, non ho nemmeno fatto in tempo a buttare la borsa in casa che ero già fuori sicuro di trovarli al Lex. Sono arrivato là e non c'era nessuno di loro. Ci sono rimasto davvero molto male. D: Adesso ho capito. Sembra che tu stia dicendo che sono fondamentali per te. M: Si, esatto. Magari siamo insieme e nemmeno ci parliamo, ma solo il fatto di sapere che ci sono è davvero stupendo. D: Ho capito...e ci sono altre cose che stai "riscoprendo"? M: Oh si, un sacco. Un'altra è la musica...credo non abbandonerò mai il mio spirito rock'n'roll, ma sento che adesso si sta come trasformando in qualcos'altro...sto scoprendo che il rock, l'heavy metal e il resto sì, mi piacciono, ma non hanno molto da dirmi...fondamentalmente ascolto questa musica quando sono di umore non propriamente brillante, così che mi sale l'adrenalina e mi prende come un turbine di cattivissima ebbrezza che mi fa quasi ridere di tutto. Adesso di rabbia dentro comincio a sentirne sempre meno, e quasi preferisco ascoltare musica rilassante sdraiato sul divano con tre candele accese nel buio totale o musica più ballerina così rido da solo della mia sconfinata demenza...perfino i miei amici, passando sotto casa mia, mi telefonano dicendo di abbassare il volume. D: Allora cominci a capire perchè ho deciso di farti passare tutto questo? M: Penso di si...almeno, sono consapevole di essere abbastanza diverso da quattro o cinque mesi fa...forse perchè adesso non voglio niente da nessuno...cioè, se prima potevo pensare che tutto mi fosse dovuto, ora sono certo che gli altri per me hanno fatto forse anche troppo, ed è tempo che li ripaghi come posso...sai, questa è un'altra di quelle cose che trovo eccezionalmente straordinarie...agire secondo l'istinto e far capire agli altri che se certi atti li compi, non è perchè vuoi essere ricompensato, ma perchè ti fa piacere farlo...prima credo che non l'avrei fatto così spesso...senti, ti dispiace se ora me ne vado a letto? Sai, è tardi e ho un po' sonno... D: Certo, certo, fai pure... M: Buonanotte...ah, quasi dimenticavo...grazie. D: Figurati... September 17 SensazioniSulle note di Knopfler qualsiasi cosa sembra la più banale, ma al contempo la più bella tra tutte. Risveglia alcuni pensieri, i più dolci, che fanno venire un mare di sensazioni diverse, che turbinano nella testa, picchiando forte chiedendo di uscire. E si risveglia la voglia di scrivere, la voglia di versare fiumi di parole su una pagina bianca solo per il gusto di vederle lì, davanti a te, che ti dicono ‘ecco, noi siamo te stesso, siamo quello che tu non dici mai o che dici usando altre parole che non siamo noi. Siamo forse la parte migliore di te, quella che non riesci mai a mostrare del tutto, quella che ti fa venire voglia di correre da qualsiasi parte solo per sentire il vento che per una volta ti bacia invece di lanciarti schiaffi, quella che ti fa venir voglia di scrivere parole che hanno senso solo per te, o meglio, che ne hanno anche per altri, ma le concentrerebbero tutte in una smorfia di disappunto e forse d’isterica impazienza; siamo quella parte di te che fa venir voglia di fare cose stupide, le più insensate, quelle che si fanno quando non c’è che un pensiero nella testa che corre ridendo perché nessuno riesce a mandarlo via. Come in una di quelle scene da film dove alla fine sembra tutto perduto, ma basta un gesto piccolissimo per riconquistare tutto.’ Quanta magia può nascere da una canzone, da poche parole, da una chitarra, da tutto questo trasformato in musica…tutto sembra così irrealmente meraviglioso. E’ difficile da spiegare, usando parole non mie potrei dire che “Non esiste uomo senza musica nel cuore”, ma quanti uomini, effettivamente, mettono il cuore nella musica? Capite di cosa parlo? Parlo di quello che la Musica, quella con la M maiuscola, ci fa provare, quello che la Musica ci fa pensare, quello che la Musica ci fa vivere, quello che la Musica ci suggerisce di fare nonostante il cervello dica che sia sbagliato e nonostante i consigli e le avvisaglie di tutti. Quale voce migliore può suggerire la cosa giusta da fare se non quella della Musica? A volte capisco che il testo di una canzone non è fondamentale per la bellezza della canzone stessa, a volte bastano solamente poche parole, veramente poche, ma intonate con un cuore Musicale. Solo queste parole possono bastare per una giornata intera, forse per una settimana, a volte per una vita. Mi viene in mente la scena più bella de “il Corvo”, quando Eric dice a Sara: “Non può piovere per sempre”…basta questa frase e il film assume un significato profondo per chiunque abbia un minimo di sensibilità. Basta questa frase, e il film non è più un film tra molti, ma uno tra i pochi, tra i pochissimi che possono riuscire a cambiare una persona in modo assoluto. Molti sono i film in grado di suscitare emozioni, moltissimi – parlando di emozioni mi riferisco ai sentimenti che causano anche un minimo turbamento – ma veramente pochi sono quelli che lasciano un segno indelebile nell’anima di un individuo. Personalmente, “Il Miglio Verde”, “Il Corvo” e “La leggenda del pianista sull’oceano” li reputo i film che più di tutti mi hanno segnato dentro. Non tanto per la trama, ma per le parole, per una battuta di uno dei personaggi, una frase che da sola vale tutto il film. Perché l’importante non è considerare mai tutto quello che fa parte del film, personaggi, ambienti, battute…così come è importante non considerare mai una canzone nella sua interezza. Come un film può essere fantastico solo per una battuta, così una canzone può essere significativa solo per quattro note sulle quali una voce bassa e roca recita ‘…but the last laugh, baby, it’s yours…’. Solo queste parole mi fanno volare via, via, via, sempre più lontano e devo dire che nel loro ‘piccolo’ mi hanno lasciato qualcosa. Non chiedetemi cosa perché non so rispondervi. Forse mi hanno lasciato un’idea, o forse – e banalmente – solamente un’emozione vivissima che non riesco a descrivervi per la scarsità del mio personale vocabolario…ascoltando questa canzone, però, mi sento tremendamente felice, felice e sereno, forse perché mi estranio totalmente dalla realtà e picchietto sui tasti senza nemmeno rendermi conto di quello che sto realmente scrivendo, o forse perché, in questo mio volo di fantasia, mi sembra di vedere a rallentatore due occhi marroni che, spostandosi, brillano su due guance leggermente arrossate da un sorriso di timida e irresistibile felicità…non so dirvelo. Ultimamente sto scoprendo e riscoprendo sensazioni che non provavo da un po’ di tempo e devo dirvi in tutta sincerità che, forse, senza la potenza delle parole non le avrei rivissute. Forse per questo mi piacerebbe fare lo scrittore, per poter regalare qualche emozione a qualcuno, sapere di esser riuscito a far provare qualcosa che oltrepassi il significato della parola in se stessa credo sia la mia aspirazione. Potermi sentir dire da qualcuno che conosco ‘Cazzo Martin, credo che quella cosa che hai scritto mi abbia lasciato qualcosa di meraviglioso dentro che non dimenticherò tanto facilmente.’ suppongo sia la mia ambizione. Certo, va esageratamente al di là del semplice voler fare lo scrittore, ma credo che chiunque condivida la mia passione scriva pressappoco per lo stesso motivo…mi è successo tempo fa che qualcuno mi dicesse: “Martin, quello che hai scritto mi ha fatto piangere.” Per me è stata una soddisfazione perché credo che il sentimento più difficile da suscitare sia proprio la commozione, e per provocarla bisogna scrivere qualcosa di veramente bello col sangue del proprio cuore. Poi per carità, non ricordo chi me lo ha detto e nemmeno se fosse per prendermi in giro, ma mi fido. Quasi dimenticavo, avete presente che poco tempo fa dicevo “Aspettando il 15 Aprile”? Qualcuno mi ha chiesto cosa ci fosse quel giorno. Non lo sapevo, per me erano solo sette mesi dal 15 Settembre, data in cui ho deciso di dare il via ad un esperimento che ha già dato un piccolo frutto, ma ho scoperto stasera che il 15 Aprile che aspettavo senza apparente motivo c’è Mark Knopfler in tour a Milano. Coincidenze? September 11 Sogni da dormivegliaMancano pochi secondi, poi sarà tutto finito. Non so se sia un caso o se le circostanze abbiano deciso che la responsabilità debba cadere su di me. Fatto sta che mi trovo di fronte a un ragazzo molto più determinato di me, con i capelli castani pressochè della mia lunghezza. Dovrebbe avere la mia età, così sembra dai lineamenti. Mi fissa dal profondo dei suoi occhi marroni come a dire: "Dai, stronzetto, vediamo se hai le palle per farlo...". Lo fisso anche io, e quasi sento i suoi pensieri come se mi stesse parlando. Non c'è niente intorno, solo io e lui in divisa. Visti da una certa distanza potremmo anche essere scambiati per due figure che si specchiano, con la sola differenza che io ho la palla, lui no. I secondi passano, manca pochissimo ormai, giusto il tempo di muoversi...poi quello che succederà, succederà. La posizione del suo corpo sembra dirmi "Dai, vai a destra...ti do' questo vantaggio, so che è la tua mano forte...dai...vediamo chi dei due sa giocare.". Non c'è bisogno di altro tempo, primo palleggio a destra come a voler entrare, lui si sposta di conseguenza, faccio una finta col corpo e cambio di direzione verso sinistra, spostando la palla nell'altra mano. Un palleggio, arresto, e salto...mentre lui, in ritardo, salta per cercare di bloccarmi. Parte il tiro, parabola perfetta...sono tre punti di pura retina. Guardo l'orrore dipinto sulla sua faccia mentre la rete smette di sfarfallare. "Lo so, non sono mai stato un fenomeno. Come puoi vedere, però, mi ricordo ancora abbastanza bene come si fa a giocare." - "Vaffanculo!" - "Hai ragione, vaffanculo al tiro da tre che entrava sempre e solo in allenamento; vaffanculo a me che giocavo tanto e lo davo per scontato; vaffanculo alle stoppate che mi tiravano facendomi sentire una merda; e vaffanculo anche ai discorsi del fine primo tempo, quando l'allenatore saccagnava tutti perchè la palla non girava, o perchè eravamo troppo fermi. Hai perfettamente ragione. Vaffanculo a tutto questo, perchè questo è stato così a suo tempo. Avevo sedici anni, cosa pretendi...eppure nel mio piccolo non ero male del tutto. Sono passati quattro anni, e ho deciso di tornare, e sai perchè?" - "No, dimmelo bastardo!" - "Perchè quattro anni fa, per mettertelo nel culo come adesso, nemmeno avrei avuto bisogno di finte...". Me ne vado, mentre sul campo restano un canestro, un ragazzo in divisa e una palla che rimbalza. I Love This Game. September 06 Ti ho amata e tradita...ma sei tornata ancora...Il nostro Amore, un Amore con la A maiuscola, era finito così, senza spiegazioni...un semplice addio che credevo sarebbe durato tutta la vita. Ti avevo voltato le spalle perchè ti eri presa gioco di me, mi avevi umiliato, preso in giro, ferito nel profondo...anche se devo ammettere che molti dei ricordi più belli li ho con te...ricordo i pomeriggi passati insieme in cascina, quando io ero disposto a fare tutto il necessario per te, per farti capire quanto per me fossi importante...non so se te l'hanno mai detto, ma una volta ho pianto moltissimo per te. Un giorno ti ho detto che mi ero innamorato di un’altra e ci rimanesti male, ma non versasti nemmeno una lacrima. Mi guardavi con i tuoi dolci occhi di vetro che mi pregavano di non farlo, ma ormai era tardi. Il nostro Amore è finito così, con moltissimi ricordi straordinari fatti di lacrime e sorrisi, di risate, di abbracci…per quattro anni di te non ne ho più voluto sentir parlare, ma il ricordo di noi rimaneva…sei stata la prima, quella più importante e meravigliosa…sapevi che tra noi non poteva finire così, e hai aspettato con pazienza e apparente indifferenza. Ogni tanto ti vedevo in qualche locale, sempre bella come ti ricordavo, ma tornare insieme a te non mi faceva sentire più bene…è dispiaciuto a molti che tra noi non avesse funzionato, e in molti mi hanno chiesto di ripensarci…ma cosa vuoi farci, per me eri il Passato, quello con la P maiuscola. Stamattina mi hanno parlato ancora di te, dicendomi che eri ancora innamorata e che saresti tornata…avevo le farfalle nello stomaco dalla felicità. Ti ho amata e tradita, eppure sei ricomparsa in un momento in cui, forse, senza saperlo avevo bisogno di te. Sei riapparsa col tuo sorriso e i tuoi occhi di vetro dicendomi: “Amami ancora.”. Eccomi ancora, pronto a ricominciare un’altra storia d’amore con te. All’inizio sarà difficile, lo so, ma so che torneremo ad amarci come prima…amata Pallacanestro…sono tornato. September 05 Come conquistare un Pesci (Mio Dio....)Da fare:
Impara a lasciarti scendere una lacrima quando vedi film drammatici o ascolti pezzi musicali struggenti. Il tuo Pesci apprezzerà la tua sensibilità e saprà allontanare con un bacio le tue lacrime. (sì, un bel limone!) Entra in contatto con la tua compassione e l'amore più profondo per ogni essere nell'universo. Ti aiuterà a enfatizzare con tutte le tue forse e ti aiuterà a capire perchè merita il tuo amore. (Questa giuro che non l'ho capita) Impara come comunicare un migliaio di espressioni d'amore, tutte senza pronunciare una parola. (Wow, telepatia *_*) Sarà capace di leggere direttamente la tua anima, attraverso i tuoi occhi. (mia trop, mia trop, mia trop) Offrigli supporto, impara come portarlo con i piedi per terra senza ferire la sua sensibilità. Lui ti insegnerà a vedere le stelle cadenti e i disegni fra le nuvole. (tradotto: a farti dei gran cannoni...) Ama le belle arti e il vino prelibato - il Pesci saprà amarti per questo! (O.o)
Da non fare:
Confidare che sia lui il più astuto da un punto di vista finanziario nella relazione. (Sattonigia rulez) Difficilmente metterà i problemi finanziari al di sopra degli altri, la sua mente di norma è altrove. (strano0o0o0o) Rimproverargli troppo duramente di essere un sognatore ad occhi aperti al posto di uno che agisce. I pesci sono in sintonia col mondo spirituale, non con quello materiale. (Si, Dio, parlami! Ma vaff...) Criticare il vero amore vecchio stampo, tutto cuori e fiori. I pesci credono che questo esista e non saranno soddisfatti con un fugace flirt. (...bon...) Mortificarlo per errore. Puoi ferire i suoi sentimenti senza nemmeno accorgertene. Un Pesci può non gridare o gettarti oggetti quando è ferito, ma si sentirà profondamente depresso. (Di solito bestemmio, al lancio degli oggetti non ci sono ancora arrivato) Trattarlo con troppa superficialità; non giocare con lui e non farti accorgere che stai conducendo tu il gioco. Un Pesci non ama questo comportamento, perchè va contro la sua idea del vero amore e della connessione spirituale. (E dagli con sta roba spirituale...) Limitare i suoi impulsi artistici - è veramente un segno creativo, e puoi bloccare la sua felicità oltre a una deliziosa creazione artistica. (oltre che a farmi incazzare un mucchio...)
partner ideale: Cancro (o.o O.O @_@ X_X)
(quanto sopra viene da http://www.oroscopi.com/sessoastrale/seduzione_pesci.html - vedere per credere)
Ho scoperto anche che nell'oroscopo Celtico, che associa non segni Zodiacali ma alberi, sarei un Salice (aka un albero capellone XD), che l'oroscopo del 2007 prevedeva un'ottima parte iniziale e un'ottima parte finale d'anno con una sorta di defaiance in mezzo (O___O) e che nella mie vite precedenti ero supergeneroso: in questa vita di adesso il mio spirito tende a far cose per valorizzare se stesso (omfg). Ah, nell'astrologia Maya io sarei un Falco, ovvero un animale sacro che per questo - detto in parole spicciole - si fa i fatti suoi e quello che fa, lo fa per sè stesso. (ri-omfg)
Cosa pretendete, sono Pesci con ascendente Gemelli: sono due segni doppi (il pesci un 69 - buongustaio - e i gemelli una cosa tipo così ---> II) e i segni doppi, tra le mille cose, implicano anche due personalità. Ergo, io ne ho non una, non due, ma quattro...o è stata una botta di culo della serie "uno su mille ce la fa", oppure sono davvero fatto a caso. September 03 Riflessione profonda ma mia tropWe giovincelli, tutto a posto? Si? Mi fa estremo piacere! Volevo chiedervi una cosa: vi è mai capitato, anche solo momentaneamente, di pensare che quello che stavate vivendo aveva dei tratti di inverosimile? Mi spiego...è come se un giorno per strada vi fermasse un tizio a caso e vi dicesse: "Sai che nei prossimi giorni, mesi e anni succederà questo, quest'altro e quest'altro ancora?" e tutto quello che vi dice si avvererà...vi è mai successo? A me è successo un paio di volte nel giro di poco tempo, fate conto nell'ordine dei sei, sette mesi. E' stata una cosa che a suo tempo mi ha fatto sorridere perchè mai e poi mai mi sarei immaginato, questo a marzo, di trovarmi in una situazione così lontana da come l'avevo immaginata. Vuoi per la volontà che ho avuto di dire a tempo debito "Ma si, proviamoci, dopotutto non ho niente da perdere...", vuoi per altri motivi che ignoro, eppure è stato così...wow, ragazzi, questo si che è un anno veramente colorato! Cominciarlo con un coma etilico, proseguirlo con una cosa che definire speciale è forse niente, e poi arrivare a questa situazione così, un po' in bilico sul filo del paradosso, non è da poco! Non pensiate che stia facendo della facile ironia, perchè giuro che sono serio! Cioè, detta alla persona sbagliata una cosa del genere è da cartone nei denti...probabilmente un diplomaticissimo "Martin, ma vai a cagare!", sarebbe il minimo...anche perchè fino a qualche giorno fa ero uno dei massimi esponenti del "dimmi qualcosa di sbagliato e poi vediamo quanto veloce riesci a correre". Ma tralasciamo il mio periodo a pane, acqua, Slipknot, Slayer e Children of Bodom e riprendiamo le fila del discorso. Dicevo che quest'anno è un anno un po' così, chiamiamolo "l'anno dei fuochi d'artificio", visto che di botti e di scoppi ce ne sono stati veramente tanti...e arriviamo a meditare sul perchè. Perchè quest'anno è andato in questo modo? Cioè...conosco e ho conosciuto un sacco di gente che maledice quest'anno da quando apre gli occhi la mattina a quando li richiude la sera/notte. Altri invece mi dicono che un anno così bello non l'hanno mai vissuto, ed effettivamente oltre ai botti ci sono stati anche dei ritorni di fiamma, robe da dire "WOWOW", sia per gente che conosco tanto da farci solo due chiacchiere amichevolissime e piacevolissime, sia per gente che conosco, o credo di conoscere, molto bene. La massima conclusione a cui sono giunto è che probabilmente tutti gli anni sono anni veramente di merda, in generale, solo che ogni anno colpisce un tot numero di persone sempre diverse finchè non si stufa, o nella peggiore delle ipotesi finchè non arriva quello dopo che gli dice: "Dai, adesso hai fatto un po' troppo, adesso tocca a me...". A questo punto ai poveri tapini arrivano delle soddisfazioni, anche piccole, che fanno dimenticare in parte l'anno prima, e a quelli che hanno avuto l'anno gloriosissimo arrivano delle altrettanto gloriosissime e copiose sbadilate nelle gengive. Per la serie "se sei stato buono ti arriva il regalino, altrimenti sono 'zzi tuoi.". Il brutto è che tutto non comincia con l'anno nuovo come da zero...le cose che erano "in sospeso" o appena cominciate da un anno magari continuano con quello che viene...non so se mi sto spiegando bene come vorrei...me lo auguro - nel caso, X rossa in alto a destra. Forse in questo modo si spiega perchè molte delle cose che succedono nell'arco vertiginoso di poche settimane sono quelle che alla fine si ricordano di più, almeno per un bel po' di tempo. Poi va beh, mettiamo da parte il fatto che un anno è diverso dall'altro solo perchè c'è semplicemente una candelina in più sulla torta...certo, poi mettiamoci anche una ragazza, o un'amicizia che si sfascia, o sa Dio cos'altro...ma sempre nell'ottica del "dai, adesso ti do il contentino così per un po' non rompi le palle.". Strana cosa è la quotidianità. Altrettanto strane e insondabili sono le circostanze per cui una persona cambia in modo radicale. Però dietro a tutto c'è sempre una storia da raccontare, bella o brutta che sia. Alla fine tutto è una storia da raccontare davanti al fuoco in attesa delle giornate di sole primaverile. Allora si che si gioca. Adios, amigos.
PS. Notizia flash, giusto per continuare a scrivere. Martedì parto per lidi a me conosciuti. Per quanto vi possa interessare, cioè meno di zero, starò via un po', non so quanto...io contavo un mese, e tornare con l'inizio dell'università, ma è facile che starò via di meno...quindi divertitevi in mia assenza, che tanto so di non mancarvi per niente. ^.^ cià. August 29 Un sensoC'è il vuoto nei suoi occhi; è una vacuità che rispecchia la desolazione della sua anima. Le sue labbra semichiuse sibilano i respiri della morte interiore. Le braccia giacciono distese lungo i fianchi come se non esistessero nemmeno e i capelli mossi dal vento cercano di asciugare le lacrime che cadono amare da quello sguardo vitreo. Ma non è ancora tempo. Bisogna respirare ancora un po' di quell'aria opprimente, cercare di cogliere il volo di un passero che passa davanti al suo corpo smunto, tremendamente dimagrito ed emaciato...l'ombra di un fisico muscoloso e possente. La città è molto più bella vista dall'alto...sembra quasi irreale. Le persone che a malapena si distinguono, le auto che somigliano a dei cubetti colorati che si muovono, si superano, fanno rumore...tutto questo era normale, adesso è troppo. Troppo chiasso, troppo viavai, troppe facce e voci diverse...e si è reso conto che tutto, ora, è niente. Niente ha più significato; niente ha più senso. Forse adesso è il tempo...no, non ancora. Ancora qualche minuto, giusto per ricordare gli amici, la famiglia, le cose che rimarranno nonostante tutto. Quanto pesante può diventare la vita? Quanto assillante può diventare un'ossessione? A questo non riesce a rispondere...o forse ha solo paura di pensare che potrebbe diventare ancora più pesante l'una e assillante l'altra...allora non avrebbe senso aspettare per vedere come andranno le cose. Si, adesso è il momento. Un'ultima cosa. L'amplificatore e la chitarra. Bisogna assolutamente farlo, quell'assolo di chitarra, esattamente come lo faceva lui: a gambe incrociate, col sole che scende e con il Corvo che lo osserva. Non è difficile farlo, ma adesso...adesso quell'assolo un senso ce l'ha...è la sofferenza che diventa rabbia all'improvviso. Sono ricordi legati alle corde, e plettrarle significa riviverli, uno dopo l'altro...e allora le dita accelerano, vogliono riviverne alcuni e cancellarne altri, e scivolano sul manico...fino agli urli finali creati con la leva...e dopo gli urli la rabbia, ed è così che prende i ricordi a due mani e li sbatte contro l'amplificatore, la cassa che ha dato voce all'angoscia...andate via...andate via...andate via...adesso sì...adesso è il momento. Basta chiudere gli occhi, aprire le braccia come ali...e volare via per sempre. August 28 Fresca di partoEcco a voi l'ultimo parto di una mente perennemente malata
SOMEWHERE IN THE PAST
I was bored of being the kind of man That looked the past with shining eyes. I was sick of being the kind of guy That felt the truth beyond the lies.
For how long would the fire burn in my veins? (until you got burned inside) For how long would the past reappear again? (until you stop to hide) For how long would I destroy my brain? (until you reach the other side) Am I insane? (You got the ticket, that’s the ride)
I watch the stars above: They’re never what they seems… The dust of a dream, The ashes of love.
There’s nothing but tears (You’ll see the sunshine) There’s nothing but fear (You’ll reach the line)
There’s nothing but pain (It can’t be always fine…) There’s nothing but rain (It can’t rain all the time…)
Adios, amigos August 26 The Crow...e qualcuno mi chiede ancora il perchèSarah: "..LASCIAMI ! ...Non hai neanche rallentato, idiota!"
Eric: "Non si sarebbe fermato..."
Sarah: "Era un imbecille, ma io l'avrei evitato...E tu chi saresti, un clown...un fantasma...?"
Eric: "Qualcosa di simile..."
Sarah: "Sembra di fare il surf, altro che skate...se solo smettesse di piovere..."
Eric: "Non può piovere per sempre..."
Eric: "Gesu Cristo entra in una locanda, consegna tre chiodi al locandiere e gli dice: ' puoi sistemarmi per la notte?' "
Eric: "E' strano, sai...le piccole cose per Shelly contavano così tanto - io le giudicavo insignificanti, ma credimi, niente è insignificante."
Sarah: "Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti; a volte però, accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l'anima non poteva riposare. Così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l'anima perché rimettesse le cose a posto."
Sarah: "Un palazzo viene dato alle fiamme, tutto quello che ne rimane è cenere. Prima pensavo che questo valesse per ogni cosa, famiglie, amici, sentimenti. Ora so che a volte, se l'amore è vero amore, niente può separare due persone fatte per stare insieme."
Sarah: "Se le persone che amiamo ci vengono portate via, perché continuino a vivere, non dobbiamo mai smetterle di amarle. Le case bruciano, le persone muoiono, ma il vero amore è per sempre."
Che film...CHE FILM !!!! |
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