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Sex & Drugs & Rock'N'Roll

March 19

...

Non riesco nemmeno ad aggiornare il blog.

February 26

Trovata mentre giravo a radom

Ho imparato... che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana.


Ho imparato... che quando sei innamorato, si vede.


Ho imparato... che appena una persona mi dice, "Mi hai reso felice!", mi rende felice.


Ho imparato... che avere un bambino addormentato fra le braccia è una delle cose del mondo
che più rendono sereni.


Ho imparato... che essere gentili è più importante dell'aver ragione.


Ho imparato... che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino.


Ho imparato... che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in
qualche altro modo.


Ho imparato... che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio..... ognuno ha bisogno di
un amico con cui divertirsi.


Ho imparato... che talvolta tutto ciò di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da
capire.


Ho imparato... che la vita è come un rotolo di carta igienica..... più ti avvicini alla fine, più
velocemente va via.


Ho imparato... che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli
chiediamo.


Ho imparato... che i soldi non possono acquistare la classe.


Ho imparato... che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare.


Ho imparato... che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e
amato.


Ho imparato... che il Signore non ha fatto tutto ciò in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io
potrei?



Ho imparato... che quando progetti di prenderti la rivincita su qualcuno, stai solo facendo in modo
che quella persona continui a ferirti.


Ho imparato... che l'amore, non il tempo, guarisce tutte le ferite.


Ho imparato... che per me il modo più semplice di crescere come persona è circondarmi di gente
più abile di me.


Ho imparato... che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso.


Ho imparato... che non c'é niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro
sulle tue guance.


Ho imparato... che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori.


Ho imparato... che la vita é dura, ma io sono più duro.


Ho imparato... che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu.


Ho imparato... che se dai rifugio all'amarezza, la felicità attraccherà da qualche altra parte.


Ho imparato... che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se
ne andasse.


Ho imparato... che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani
potrebbe doverle mangiare.


Ho imparato... che un sorriso è un modo non costoso di valorizzare i tuoi sguardi.


Ho imparato... che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa farci.


Ho imparato... che quando tuo nipote neonato tiene il tuo mignolo nel suo piccolo pugno, sei
agganciato per tutta la vita.


Ho imparato... che chiunque vuole vivere sulla vetta della montagna, tutta la felicità e la crescita si
trovano mentre la si scala.


Ho imparato... che è meglio dare consigli in due sole circostanze : quando sono richiesti e quando
c'è pericolo di morte.
February 18

...

Tramonto è la persona più triste che esista. Tutti lo guardano, ma nessuno ha il coraggio e la voglia di soffrire per lui quando se ne va’.

February 12

...attenzione...!!!

Vi dirò…oggi mi è venuta voglia di scrivere.

 

Partirò raccontandovi un sogno che ho fatto di recente: camminavo in riva al mare, sul bagnasciuga, ma non lasciavo alcuna traccia. Davanti a me, distanti una ventina di metri, vedo due figure, probabilmente una coppia, che lasciano impronte nella sabbia. Li rincorro, vado davanti a loro, ma questi mi passano di fianco come se non mi avessero visto. Li supero nuovamente, ma questi continuano a passarmi di fianco. Esclamo: “Oh, ma cosa sono, un fantasma?!”. I due, ragazzo e ragazza, si bloccano e girano ognuno la faccia verso la faccia dell’altro. Pur non avendo un viso, riesco a sentire le loro risate…e mi passano ancora di fianco. Probabilmente è un sogno metafisico alla De Chirico.

 

“…ognuno di noi ha ferite che nessuno dovrebbe mai riaprire…”

 

E ora, il momento della supposta di saggezza di Smertin:

 

-         Fidarsi di qualcuno significa mostrargli i propri punti deboli; avere la fiducia di qualcuno significa avere il potere di dimostrare a se stessi, e agli altri, il proprio valore.

 

Quanti, me compreso, possono dire di non aver mai tradito la fiducia di qualcuno, anche a sua insaputa?

 

January 25

Oh yes!

Dio che bello! E’ strepitosamente fantastico trovarsi davanti a un foglio bianco e sapere cosa scrivere. Non mi capitava da un sacco di tempo, giuro, ho sempre aperto Word dicendo: “bah, cominciamo, prima o poi qualcosa mi verrà in mente…” o, altre volte, ho lasciato che le cose si scrivessero da sole, rendendomi conto solo alla fine che quello che volevo dire era tutt’altra cosa. Questa volta, che ebbrezza fantastica, so cosa scrivere, ed è BELLISSIMO. Avere un’idea da scrivere, sviluppare, far leggere ad altri, sottoponendola ovviamente a un parere che sia diverso dal tuo gusto personale è quanto di più appagante io possa desiderare. Bene, a breve scriverò quel che ho da dire, ma prima una piccola premessa: quando mi è venuta in mente l’idea, mi son preso bene. Questo è quello che volevo dire:

 

Ho conosciuto un tipo che suona la chitarra in modo spettacolare e che si è detto volenteroso ad insegnarmi gratuitamente. Non vuole soldi perché dice di esser morto da qualche anno, ma sostiene che questo è il problema minore. Voglio fidarmi, sembra una persona perbene.

 

Ho parlato con un mio coetaneo che mi ha biasimato perché per me stesso non faccio mai niente, tanto sono occupato a cercare l’approvazione degli altri. E anche quando faccio qualcosa per me stesso, non è mai del tutto per me stesso, ma è per piacere agli altri. Gli ho tirato una sberla.

 

Mi hanno presentato una ragazza che solo molto tempo dopo mi ha detto: “Cavolo sei bello, davvero, mi piaci un sacco! Ti va se qualche volta usciamo insieme io e te? Vorrei davvero conoscerti, ti trovo interessante e intrigante…non so, mi sembra che tu abbia qualcosa di misterioso.” Era carnevale, ed ero vestito da Super Mario, maschera compresa.

 

Ho pianto spesso perché ho dovuto lasciare ad altri una cosa a cui tenevo forse più della mia vita. Ci ho girato per la città, dormito insieme, litigato e a volte sono perfino arrivato al punto di rovesciarle addosso dei bicchieri colmi di birra. Se solo potessi tornare indietro, la mia maglietta di Paperino non la darei più via per niente al mondo.

 

Possono essere tutti dei cazzutissimi stralci di nonsense, o di scarsissima comicità, di quella di basso borgo, ma in ognuno di loro c’è qualcosa di vero a cui penso spesso. Spero vi piacciano, anzi, in realtà no, non me ne frega niente. Questa volta devo dare ragione al tizio della seconda vaccata. A me piacciono, e se qualcuno ha qualcosa da obiettare è cortesemente, vivacemente e alacremente pregato di andarsene a fare in culo. Non mi scuso nemmeno della volgarità, sono fatto così.

January 13

Canto XXIII Orlando Furioso

100
Lo strano corso che tenne il cavallo
del Saracin pel bosco senza via,
fece ch'Orlando andò duo giorni in fallo,
né lo trovò, né poté averne spia.
Giunse ad un rivo che parea cristallo,
ne le cui sponde un bel pratel fioria,
di nativo color vago e dipinto,
e di molti e belli arbori distinto.

101
Il merigge facea grato l'orezzo
al duro armento ed al pastore ignudo;
sì che né Orlando sentia alcun ribrezzo,
che la corazza avea, l'elmo e lo scudo.
Quivi egli entrò per riposarvi in mezzo;
e v'ebbe travaglioso albergo e crudo,
e più che dir si possa empio soggiorno,
quell'infelice e sfortunato giorno.

102
Volgendosi ivi intorno, vide scritti
molti arbuscelli in su l'ombrosa riva.
Tosto che fermi v'ebbe gli occhi e fitti,
fu certo esser di man de la sua diva.
Questo era un di quei lochi già descritti,
ove sovente con Medor veniva
da casa del pastore indi vicina
la bella donna del Catai regina.

103
Angelica e Medor con cento nodi
legati insieme, e in cento lochi vede.
Quante lettere son, tanti son chiodi
coi quali Amore il cor gli punge e fiede.
Va col pensier cercando in mille modi
non creder quel ch'al suo dispetto crede:
ch'altra Angelica sia, creder si sforza,
ch'abbia scritto il suo nome in quella scorza.

104
Poi dice: - Conosco io pur queste note:
di tal'io n'ho tante vedute e lette.
Finger questo Medoro ella si puote:
forse ch'a me questo cognome mette. -
Con tali opinion dal ver remote
usando fraude a sé medesmo, stette
ne la speranza il malcontento Orlando,
che si seppe a se stesso ir procacciando.

105
Ma sempre più raccende e più rinuova,
quanto spenger più cerca, il rio sospetto:
come l'incauto augel che si ritrova
in ragna o in visco aver dato di petto,
quanto più batte l'ale e più si prova
di disbrigar, più vi si lega stretto.
Orlando viene ove s'incurva il monte
a guisa d'arco in su la chiara fonte.

106
Aveano in su l'entrata il luogo adorno
coi piedi storti edere e viti erranti.
Quivi soleano al più cocente giorno
stare abbracciati i duo felici amanti.
V'aveano i nomi lor dentro e d'intorno,
più che in altro dei luoghi circostanti,
scritti, qual con carbone e qual con gesso,
e qual con punte di coltelli impresso.

107
Il mesto conte a piè quivi discese;
e vide in su l'entrata de la grotta
parole assai, che di sua man distese
Medoro avea, che parean scritte allotta.
Del gran piacer che ne la grotta prese,
questa sentenza in versi avea ridotta.
Che fosse culta in suo linguaggio io penso;
ed era ne la nostra tale il senso:

108
- Liete piante, verdi erbe, limpide acque,
spelunca opaca e di fredde ombre grata,
dove la bella Angelica che nacque
di Galafron, da molti invano amata,
spesso ne le mie braccia nuda giacque;
de la commodità che qui m'è data,
io povero Medor ricompensarvi
d'altro non posso, che d'ognor lodarvi:

109
e di pregare ogni signore amante,
e cavallieri e damigelle, e ognuna
persona, o paesana o viandante,
che qui sua volontà meni o Fortuna;
ch'all'erbe, all'ombre, all'antro, al rio, alle piante
dica: benigno abbiate e sole e luna,
e de le ninfe il coro, che proveggia
che non conduca a voi pastor mai greggia. -

110
Era scritto in arabico, che 'l conte
intendea così ben come latino:
fra molte lingue e molte ch'avea pronte,
prontissima avea quella il paladino;
e gli schivò più volte e danni ed onte,
che si trovò tra il popul saracino:
ma non si vanti, se già n'ebbe frutto;
ch'un danno or n'ha, che può scontargli il tutto.

111
Tre volte e quattro e sei lesse lo scritto
quello infelice, e pur cercando invano
che non vi fosse quel che v'era scritto;
e sempre lo vedea più chiaro e piano:
ed ogni volta in mezzo il petto afflitto
stringersi il cor sentia con fredda mano.
Rimase al fin con gli occhi e con la mente
fissi nel sasso, al sasso indifferente.

112
Fu allora per uscir del sentimento
sì tutto in preda del dolor si lassa.
Credete a chi n'ha fatto esperimento,
che questo è 'l duol che tutti gli altri passa.
Caduto gli era sopra il petto il mento,
la fronte priva di baldanza e bassa;
né poté aver (che 'l duol l'occupò tanto)
alle querele voce, o umore al pianto.

113
L'impetuosa doglia entro rimase,
che volea tutta uscir con troppa fretta.
Così veggiàn restar l'acqua nel vase,
che largo il ventre e la bocca abbia stretta;
che nel voltar che si fa in su la base,
l'umor che vorria uscir, tanto s'affretta,
e ne l'angusta via tanto s'intrica,
ch'a goccia a goccia fuore esce a fatica.
January 07

What are you looking for?

E' da un po' che cerco qualcosa da postare su 'sto fetido blog, ma non trovo niente di esaltante nè sufficientemente esplicativo. Vi aggiornerò un po' sulla mia vita, anche se la cosa non vi interessa: il 28 del corrente mese devo dare un esame...anzi, dovrei darne due, ma del primo manca il libro da studiare. Dopodichè, il 13 febbraio se non erro, dovrei darne altri due, ma mancano tutti i libri - che poi sono dei saggi addizionati a un discreto agglomerato di immagini artistiche. Finalmente torno a fare allenamento dopo un bel po' di tempo e, sinceramente, non voglio sapere in che condizioni verserò alla fine. Meglio così. Per quanto incriccato, il mio mignolino mi permette di suonare la chitarra, altra paradisiaca valvola di sfogo. Ho bisogno di plettri e di un fermacorde nuovo per il ponte, dato che l'altro l'ho rotto avvitando un cazzillo. Che altro dire? La mia vena creativa si sta esaurendo lentamente e inesorabilmente, non leggo pù tanto come prima e scrivo ancor meno. Vorrei scrivere, so di dover scrivere molto altro, ma è ora di pranzo e devo andare a mangiare. E poi, quello che devo scrivere lo hanno già messo in musica tanti altri.
 
*The triangle tingles and the trumpet plays slow*
December 27

boh

Salve, permettetemi di presentarmi.

Il mio nome è Mister B. Cumming, sono inglese.

Le persone credono che sia pazzo solo perché porto con me una valigia.

No, non sono un vagabondo, abito in fondo alla strada. Il portone sulla destra è casa mia.

No, non ho bisogno di spostarmi in treno per lavorare, sono un impiegato postale qui in città.

Non guardatemi così.

La mia valigia mi è indispensabile, ma non c’è dentro cibo, né acqua, né soldi.

Si, forse sono un uomo un po’ fuori dalle righe, pittoresco se volete, ma questa è la mia normalità.

Vesto così perché mi va e perché qualcuno mi ha detto che ho un aspetto più signorile.

La valigia?

Me la porto dietro perché è giusto che sia così.

Chiunque dovrebbe portarne una con sé, tuttavia vedo che pochi lo fanno.

Non trovate che questi cieli invernali siano deliziosi?

Hanno qualcosa di magico, che mi attrae spaventosamente.

Ci sono giorni che me ne sto a naso in su a guardare le nuvole e penso.

Penso che se fossi una nuvola lotterei contro il vento per stare nel posto che amo.

Sapete, è uno che viaggia, lui.

Non c’è un posto dove si trovi a suo agio, così gira sempre, tutto l’anno.

Però io so che in fondo è nostalgico.

Quando è in un posto non può fare a meno di ricordarne un altro ancora, così prende e va.

Oh, la mia valigia…già.

Volete sapere cosa c’è dentro, forse?

Mah, a voi magari non interesserà granché, ne sono certo.

Tu guarda che disordine.

Dovete scusarmi, ma alcune cose le ho messe dentro di fretta.

Ecco, che vi aspettavate?

Sono solo cianfrusaglie e fotografie.

Però mi sono indispensabili.

Da quanto tempo…

Questo paio di occhiali li avevo presi in Austria…

Questa è la prima maglietta di Bob Marley che mia madre mi comprò a dei banchetti…

Si, lo so, fa un po’ schifo, ma questa ciocca di capelli poco tempo fa era attaccata agli altri.

Questo plettro me lo regalò un mio caro amico quando cominciai a suonare la chitarra.

Questo foglietto. “Sei Giugno Duemilacinque, ore 00.32.”

E quest’altro. “Ventisette Agosto Duemilasei, ore 00.38.”

E quest’altro ancora. “Due Gennaio Duemilasei.”

Uh, questa bottiglia di Whisky mezza vuota, ne ha viste delle belle…

“Nitram, o la storia del gigante solitario”…è stato il mio primo scritto ufficiale, lo feci per una ragazza.

Oddio, questo foglietto con il mio nome e “W LE PM” mi riporta ai cinque anni di Liceo.

Si, su quella tazzina da caffé c’è scritto: “Se vai avanti così, rischi di perdere tutto.”

Questo è il mio giubbotto di pelle, e quelle le mie borchie.

Guardate, in questa foto giocavo a basket. Avevo il Sette.

La cartina di Firenze…

Un piercing…

Non fate caso a quello, è solo un vasetto di Esperienza.

E’ piccolo, lo so, ma grande quanto basta per profumarmi l’interno della valigia.

Non sentite anche voi che buon profumo di vita?

Ma ora basta.

Credo abbiate visto abbastanza.

December 14

Cyrano de Bergerac


Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo ;
dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole ;
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano.
December 02

Il vecchio e il gatto

Il sole declinava dolcemente dietro la linea dell’orizzonte accarezzando morbidamente tutto con languidi abbracci rosati. Vanitosamente, i suoi raggi si rincorrevano sulla superficie di un piccolo ruscelletto di montagna avvolto da una macchia di alberi color smeraldo. Come da un sogno, una figura maschile comparve dal folto della vegetazione turbando gli ultimi attimi di quiete del giorno che stava per coricarsi tra le braccia della notte. L’uomo, ormai avanzato negli anni, si sedette su un tronco e, pensoso, decise di affidare lo sguardo ad un paio di trote che giocavano a rincorrersi fra i sassi. Da lontano, un gatto che poteva sembrare selvatico lo osservava con curiosità dai suoi occhi gialli. “Ciao” – cominciò il vecchio, osservando le reazioni della bestiola. “Dai, vieni qui, non avere paura…non ti faccio niente…” – proseguì, allungando la mano verso di lei. Questa, con uno scatto fulmineo, si dileguò nei cespugli senza lasciar traccia di sé. Qualche minuto dopo un vociare sconnesso giunse a turbare la quiete meditabonda dell’uomo. Un qualcosa di colore indistinto gli passò davanti, fulmineo, rincorso a distanza da un uomo molto alto con un bastone in mano. “Il giorno che ti piglio, ti scuoio viva, bestia maledetta!”. Lanciò il bastone nel fiume con rabbia e volse i passi da dove era venuto, brontolando qualcosa di confuso. Il vecchio misurò quella figura irosa e poi girò la testa in direzione del bosco, dove, nascosti, brillavano spauriti due occhi gialli. Si alzò e si avvicinò a quei punti luminosi; giunto ad una distanza di due braccia si sedette, e comincio a parlare. “Vieni fuori, se n’è andato…”. I due bagliori continuavano a fissarlo, vibrando terrorizzati. Il vecchio sorrideva e teneva la mano appoggiata al manto erboso, come per ammorbidire il posto dove voleva che l’animaletto lo raggiungesse. “Dai – proseguì – non avere paura di me…io non voglio affatto farti del male…coraggio, esci fuori…”. Dopo qualche esitazione il gatto uscì allo scoperto, barcollando vistosamente; aveva in bocca una piccola preda che pareva non voler mollare a nessun costo. Arrivato a metà strada ebbe come un mancamento, le zampe gli cedettero, gli occhi si fecero vitrei e dal muso fece scivolare la preda ormai esanime. Un piccolo rivolo di colore rubino scivolò all’altezza del cuore colorando l’erba. Il vecchio prese l’animaletto  tra le braccia e tentò di rianimarlo, accarezzandogli allo stesso tempo il pelo e la testa. “Cosa hai fatto per ridurti così – cominciò – e perché ti rincorreva quel tale? Spero non ti abbia dato una bastonata…non si trattano così le bestiole come te. E’ una cosa inumana. Ti porterò a casa mia e spero di farti guarire, ma nel frattempo non mi morire…per favore. C’è un pochino da camminare per arrivare là, ma non preoccuparti, ti farò guarire…non posso lasciarti morire così. Non c’è molto in casa da me, ho solo un caminetto per scaldarti e qualcosa da farti mangiare…non è molto, ma te lo cedo volentieri.” Il vecchio camminava già da qualche minuto nel bosco, parlando dolcemente alla creatura, quando finalmente giunse nei pressi della sua piccola capanna. “Ti guarirò…e non importa quanto tempo ci impiegherò, ma voglio farti guarire. Ecco, siamo arrivati a casa. Spero di farti stare bene, finchè sarai qui.”

November 07

Circostanze

Ciao lettore (perchè so che solo tu ti curi di leggere i miei deliri), come stai? Tutto bene? Si? Mi fa piacere. Ti chiederei volentierissimo cos'hai oggi da raccontarmi, e ancor più volentieri starei ad ascoltarti visto che io di fatti interessanti di cui renderti partecipe non ne ho...potrei raccontarti della mia vacanzina a Firenze, è vero, ma ti anticipo già dicendoti che non ho visto nulla che non mi avesse già lasciato trasognato le altre volte. La mia vita, se proprio ti sta a cuore saperlo, procede inesorabile come fa da vent'anni a questa parte, sempre nel solito posto, dietro lo stesso computer, a guardare i giorni che furono balenare nelle spirali di fumo. E' monotono, ne sono perfettamente conscio, ma cosa vuoi farci? Prima o poi anche tu te ne andrai da questa città alla ricerca di qualcosa che forse non esiste da nessuna parte...però lo troverai, perchè oltre questa città esiste un mondo sicuramente più bello e colorato di questi quattro palazzi grigi...è contraddittorio dici? No, non lo è. Semplicemente troverai qualcosa di diverso dalla routine, e ti andrà bene. Poi anche in quel posto ti costruirai un'altra routine snervante, troverai qualcosa nella gente, un difetto che ti manderà in bestia, e vorrai andartene anche da lì. E' tutto uguale dappertutto...il segreto sta nel non fermarsi mai. Adesso ti lascio con una canzone dei Police, spero ti piaccia.
"Englishman In New York"

I don't drink coffee I take tea my dear
I like my toast done on one side
And you can hear it in my accent when I talk
I'm an Englishman in New York

See me walking down Fifth Avenue
A walking cane here at my side
I take it everywhere I walk
I'm an Englishman in New York

I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York
I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York

If, "Manners maketh man" as someone said
Then he's the hero of the day
It takes a man to suffer ignorance and smile
Be yourself no matter what they say

I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York
I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York

Modesty, propriety can lead to notoriety
You could end up as the only one
Gentleness, sobriety are rare in this society
At night a candle's brighter than the sun

Takes more than combat gear to make a man
Takes more than a license for a gun
Confront your enemies, avoid them when you can
A gentleman will walk but never run

If, "Manners maketh man" as someone said
Then he's the hero of the day
It takes a man to suffer ignorance and smile
Be yourself no matter what they say

I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York
I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York

October 08

Ora è filosofia..

Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e lo riempì con sassi di circa tre centimetri di diametro; poi chiese ai suoi studenti se il contenitore fosse pieno ed essi gli risposero di sì.
Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente: ovviamente i piselli si infilarono negli interstizi vuoti rimasti tra i vari sassi. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, risposero di sì.
Quindi il professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto. La sabbia riempì ogni spazio vuoto rimasto: per l'ennesima volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero che lo era senza ombra di dubbio.
Infine il professore tirò fuori da sotto la scrivania due lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero a crepapelle.

"Ora" disse il professore, "voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita.
I sassi sono le cose importanti, la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli, le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena.
I piselli sono le altre cose per voi importanti: il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è tutto il resto... le piccole cose, insomma."
"Se metteste dentro il vasetto per prima la sabbia" continuò il professore "non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita: se dedicherete tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura in primis dei sassi, ovvero delle cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità... il resto è solo sabbia".

Una studentessa allora alzò la mano e chiese al professore cosa rappresentasse la birra. Il professore sorrise. "Sono contento che me l'abbia chiesto. Volevo solo dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perchè c'è sempre spazio per un paio di birre con gli amici."

October 03

Ora è poesia

Poco tempo fa sono entrato in libreria col caro amico di mille peripezie intellettuali, al secolo Mr Caesar. Doveva comprare il libro di settembre, io semplicemente non entravo in una mia seconda casa da molto tempo, quindi ho colto l'occasione. Mentre lui cercava una copertina, un titolo che potesse dirgli: "Il libro di settembre sono io", scorrevo quasi annoiato i titoli dei classici. Letto, letto, letto, oddio questo no, già letto, finchè non mi fermo ad Hermann Hesse. Di Hesse credevo di non aver letto mai nulla - poi mi son ricordato che Siddartha l'ho divorato - e tra i titoli che c'erano, uno mi ha come strizzato l'occhiolino. "Sull'amore". Lo estraggo dallo scaffale, leggo cosa può esserci all'interno e lo apro a caso. L'ho aperto ad una pagina che conteneva la poesia che a breve vi scriverò, poesia che voglio condividere con tutti voi perchè a me ha suscitato un'emozione indescrivibile, pari forse solamente all'emozione che provai quando in classe leggemmo "L'infinito" di Leopardi. Eccola.
 
COME PESANO...
 
Come pesano queste giornate!
Non c'è fuoco che possa scaldare,
non c'è sole che rida per me,
solo il vuoto c'è,
solo le cose gelide e spietate,
e perfino le care, le chiare
stelle mi guardano sconsolate
da quando ho scoperto nel cuore
che anche l'amore muore.
 
Avevo 7 euro in tasca, nessuna intenzione di comprare un libro, e solo per questa poesia mi son trovato a tasche vuote, ma con un libro in più. Lo Zibaldone di Leopardi è stato momentaneamente accantonato, sia per completare la lettura del - udite udite - Vangelo secondo San Luca (mi è stato "consigliato" tempo fa da un futuro sacerdote, ma questa è un'altra storia), sia per fare posto a Hesse, sia perchè i miei libri godono quasi di vita propria e sanno che senza di loro potrei fare ben poco. Come direbbe The Pagemaster: "Quando vuoi una risposta, chiedi consiglio ai libri." Buon proseguimento a tutti, forse qualche giorno vi aggiornerò sulle mie...ehm...avventure... ;) ...o forse no. Dopotutto sono c**** miei =D
September 27

Ricordi cestistici

Sto per passarti la palla, ragazzo,
e per nominarti titolare della Squadra nel gioco della Vita.
Come tuo allenatore, ti devo dire subito cosa dovrai fare.
Dovrai giocare un solo campionato,
in un solo girone, una sola partita
che dura tutta la vita.
E' una gara qualche volta lunga ed esaltante, altre volte inesorabilmente
corta, in cui nessuno potrà chiedere un time-out per te, e neppure potrai
essere sostituito.
Tu devi giocarla tutta, su qualsiasi campo,
contro chiunque si presenti,
e sino all'ultimo istante.
Puoi scegliere la strategia che vuoi,
o chiamare diversi schemi.
I tuoi compagni di Squadra non li conosci ancora,
ma sono forti e ti faranno sbagliare poco.
Al tuo fianco infatti si schiereranno:
Fiducia, Coraggio, Lealtà e Dedizione.
Lassù c'è primo e secondo Arbitro.
E' lui che fischia infrazioni e falli, dà ed applica le regole,
e non si può protestare, nè fare ricorso.
Lui tiene il punteggio finale, ed anche il tempo di gioco.
Le Sue regole te le giocherai uno contro uno con la tua coscienza.
Voglio ancora raccomandarti un'ultima cosa,
rispetta la regola che dice:
"Come tu vorresti essere trattato dalla gente che assiste all'incontro,
altrettanto comportati con tutti."
Ma ora gioca, ecco la palla.
Essa è la tua anima immortale.
Non gettarla, non perderla mai.
E' ora, ragazzo, entra in campo,
e dimostra a tutti se ci sai stare, e cosa saprai fare.
- Autore Anonimo -
 
Michele, il nostro allenatore, quel giorno entrò in spogliatoio senza dire una parola. Era il pre-partita, ovvero quel breve lasso di tempo in cui, solitamente, c'è la preparazione tecnica dell'incontro, qualche parola d'incoraggiamento, e poi tutti in campo. Quel giorno no. Prese una sedia, si mise in mezzo allo spogliatoio e cominciò a leggere. Sapevamo che era una partita difficile e che ci saremmo dovuti impegnare molto, difatti l'aria nello stanzino del palazzetto dello sport era molto, molto pesante. Appena finì di leggere nessuno dei miei compagni di squadra incrociò lo sguardo con altri. Michele aveva aperto la porta dello spogliatoio e lo vedeva dalle nostre facce che qualcosa era cambiato...sorrideva. Entrammo in campo, Teo Ferrari, il 13, Alex, l'8, Albertino, il 5, Civo, il 6, ed io, col 7. Avevo 15 o 16 anni, vincemmo, e quella partita non la dimenticherò mai. Grazie Coach.
September 25

Dialogo a random - ma non tanto random -

M: Dio mio, quante cose meravigliosamente belle sto scoprendo e riscoprendo da un paio di settimane a questa parte...la prima tra tutte è l'Aperitivo.

D: Come scusa?

M: Si, hai capito benissimo, l'Aperitivo.

D: Ma se fino al mese scorso non ci andavi mai?!

M: Lo so, ma cosa vuoi che ti dica...a volte le cose più belle le scopri proprio quando meno te l'aspetti...

D: Beh, prima cos'era, scusa, una schifezza?

M: No, no, solo che prima ero diverso e l'Aperitivo era qualcosa di diverso...è come se non avesse avuto un senso fino a qualche settimana fa...

D: E come mai hai trovato un senso all'Aperitivo?

M: Puro e semplicissimo Egocentrismo.

D: Ovvero?

M: Ovvero ero talmente innamorato di me stesso e della mia sedentarietà che stavo benissimo così

D: E ti sembra una gran cosa? Ti pare motivo di vanto?

M: No, direi di no, soprattutto quando avvengono certe cose che ti fanno legare agli amici in modo quasi indissolubile. Cioè, teoricamente dovresti esserlo sempre e comunque, indipendentemente da tutto, e probabilmente non smetterò mai di ringraziarli per aver quasi fatto finta di niente "riprendendomi" nonostante i miei difetti...ecco, gli Amici sono un'altra di queste cose meravigliosamente belle che non sto propriamente riscoprendo, ma forse rivalutando...

D: Ti seguo fino a un certo punto...

M: Te lo spiego. Stasera sono tornato da allenamento fondamentalmente distrutto, non ho nemmeno fatto in tempo a buttare la borsa in casa che ero già fuori sicuro di trovarli al Lex. Sono arrivato là e non c'era nessuno di loro. Ci sono rimasto davvero molto male.

D: Adesso ho capito. Sembra che tu stia dicendo che sono fondamentali per te.

M: Si, esatto. Magari siamo insieme e nemmeno ci parliamo, ma solo il fatto di sapere che ci sono è davvero stupendo.

D: Ho capito...e ci sono altre cose che stai "riscoprendo"?

M: Oh si, un sacco. Un'altra è la musica...credo non abbandonerò mai il mio spirito rock'n'roll, ma sento che adesso si sta come trasformando in qualcos'altro...sto scoprendo che il rock, l'heavy metal e il resto sì, mi piacciono, ma non hanno molto da dirmi...fondamentalmente ascolto questa musi